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Il fagiolo di sarconi

STORIA

Economia prettamente agricola da sempre, aveva già nei tempi passati, nel Fagiolo la sua coltura principe; trattavasi, però, di piccoli appezzamenti di terreno che a malapena producevano per i bisogni famigliari, causa l'atavica consuetudine di dividere tra gli eredi, in parti uguali, ogni bene immobile posseduto, abitazione o terreno che fosse. Già in passato la particolarità dell'acqua di irrigazione faceva del Fagiolo di Sarconi un prodotto di qualità superiore la cui fama, però, restava circoscritta al solo territorio comunale, con la rara eccezione di qualche commerciante extraregionale che usavascambiarli con altri prodotti.

Successivamente si sono dovute vincere innumerevoli resistenze, soprattutto quelle riguardanti l'aspetto economico per l'acquisto del materiale di primo impianto, affinché i nostri contadini abbandonassero il tradizionale metodo di irrigazione a scorrimento; alla fine le caratteristiche più funzionali del nuovo sistema irriguo a pioggia sono state finalmente apprezzate e totalmente accettate.

Si poté pensare così di qualificare ed incrementare la produzione del Fagiolo.

ECONOMIA

Ma c'era bisogno di un valido e competente supporto scientifico e tecnico; bisognava uscire dalla morsa delle consuetudini, occorreva aprire gli occhi sulle potenzialità del clima e del terreno, sulle caratteristiche dell'acqua, su quelle delle sementi.
Si pensò così ad un annuale Seminario di Studio che poi diventava Sagra.
Si iniziò ad avvalersi dell'opera assidua, intelligente, rigorosamente scientifica dell'ISPORQ di Pontecagnano e del suo Direttore, Professor Sergio Porcelli. Questo gruppo di studio, unitamente ai competenti tecnici regionali ed agli operatori locali, ha animato un dibattito puntuale e rigoroso che ha suscitato l'interesse di molte Università e ditte sementiere d'Italia e d'Europa. Sono state le loro ricerche e sperimentazioni a definire il Fagiolo di Sarconi esente da virosi, da micosi e da batteriosi e di altissime qualità organolettiche: e ciò per la qualità del terreno di coltura e soprattutto per il tipo particolare di acque leggere e poco alcaline usate per l'irrigazione.

Il competente lavoro di divulgazione agricola svolto successivamente dai tecnici dell'Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa "Bosco Galdo" di Villa d'Agri, ha affinato le tecniche di coltivazione quali l'irrigazione, la nutrizione e la difesa del prodotto innescando così un processo evolutivo nella economia locale di notevole portata, soprattutto con la diffusione di nuove varietà più produttive. La meccanizzazione degli impianti, l'irrigazione a pioggia, la brevità della coltura, la facilità di collocazione del prodotto su di un mercato costituito da ambulanti che vengono a prelevarlo, sono tutti fattori felicemente concomitanti ed incoraggianti.
In Basilicata, infatti, a dispetto di quanto avviene in Europa, la coltivazione del fagiolo fresco ha mostrato un incremento e la sola Sarconi, nel 1994, ha prodotto fagioli per 1,5 miliardi di lire.

I.G.P.

La produzione del Fagiolo di Sarconi è affidata a numerose aziende tra le quali prevalgono quelle di piccole dimensioni ed a conduzione familiare, con coltivazioni quasi totalmente costituite da cultivar commerciali. Queste ultime varietà, pur essendo meno dotate qualitativamente dei prodotti locali, sono certamente più produttive con il rischio, nel tempo, che gli ecotipi locali vengano ad essere da questi sostituiti.

La necessità, dunque, di tutelare da un lato il patrimonio genetico degli ecotipi locali e dall'altro di favorire la loro valorizzazione e commercializzazione come prodotto tipico regionale, può essere soddisfatta attraverso il riconoscimento dei marchi di tutela comunitari, una sorta di etichetta, questa, che garantisca l'autenticità del prodotto e l'origine della produzione.

E' stata così avviata una collaborazione scientifica tra l'Azienda Agricola "Bosco Galdo" e l'Istituto del Germoplasma (CNR) di Bari. Tale connubio ha contribuito, unitamente allo sforzo congiunto dei produttori, dell'amministrazione comunale e delle confederazioni di categoria, al riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta (IGP) ai Fagioli di Sarconi da parte dell'Unione Europea (Gazzetta Ufficiale CE 2 luglio 1996).

SAGRA

Nonostante tutto si corre però qualche rischio; non già la saturazione del mercato quanto invece l'arbitrio del prezzo che non viene imposto dal produttore, ma dai compratori, primo anello di chissà quale catena. I profitti comunque non mancano, ma occorre che nella mentalità dei sarconesi si verifichi un ulteriore miracolo: quello di un atteggiamento più solidale e consortile per trovare, in maniera globale e diretta, sbocchi di mercato.
Altro rischio cui bisogna porre la dovuta attenzione è quello derivante da una eccessiva dilatazione della zona di coltura; infatti, identificando come "Fagioli di Sarconi" anche quelli prodotti in zone discretamente lontane dal comprensorio che, naturalmente, non hanno le stesse caratteristiche organolettiche, alla lunga può accadere di un rifiuto del prodotto da parte di quei consumatori che non hanno gustato il prodotto "doc".

La Sagra, la cui prima edizione risale al 1982, viene organizzata per celebrare questo beniamino della comunità; il 18 e 19 agosto di ogni anno l'intero paese si mobilità con solerte impegno per fare degna figura con i numerosi ospiti.

I numerosi visitatori sono quasi costretti ad un suggestivo itinerario gastronomico attraverso i caratteristici vicoli del centro storico, nel corso del quale hanno modo di degustare il fagiolo preparato nei modi più svariati da alcuni ristoranti della zona: da qualche anno hanno preso piede il Gelato al Fagiolo e la Pizza al Fagiolo. Mostre ed esposizioni di manufatti, quadri e prodotti tipici locali fanno, inoltre, da contorno al percorso gastronomico, il tutto teso a riproporre un sistema di vita e cultura relativo all'artigianato, agli usi, alla cucina tradizionale.

PIATTI TIPICI

Fagioli con salciccia
Fagioli con cotica
Pasta e fagioli
Insalata di fagioli.


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